LA SINTASSI DEL GENITIVO

LE FUNZIONI LOGICHE DEL GENITIVO

Il genitivo di stima e di prezzo

I verbi latini che significano "vedere","valere", "vendere" "comprare"..., possono reggere un genitivo che esprime il valore della cosa o della persona di cui si sta parlando ( a seconda del significato del verbo, i tratterà di un complemento di stima oppure di prezzo. Tali verbi sono:

aestimo, -as, avi,- atum, -are, "stimare, valutare" duco,-is, duxi,ductum,-ere, nel senso di "stimare, considerare" // emo, .is, emi, emptum, -ere, "comperare, acquistare" //facio, -is, feci, factum, -ere nel senso di "stimare, considerare" //fio,fis factus sum,fieri, essere stimato, essere valutato" //habeo,-es, habui, habitum, -ere nel senso di "considerare, valutare"/ /puto, -as, -atum, -are "considerare, stimare, valutare "// sum, es, fui,esse, nel senso di"valere"/ / vendo, -is, didi, -ditum, -ere, "vendere"; veneo, -is, venni, .ire, "essere venduto

Il complemento di stima o di prezzo può essere espresso con genitovi di tipo avverbiale che indicano una stima generica

magni "molto// pluris "di più// plurimi "moltissimo"// tantis, "tanto" maximi, miltissimo//

Eius libertum Apollonium magni faciebam (Cicerone) = Stimavo molto il suo liberto Apollonio

parvi "poco"//minoris, "di meno"// minimi, "pochissimo"// quanti, "quanto"// nihili, "per nulla"

Eum nihili facit (Cicerone) = Non lo tiene in nessun conto

con l'ablativo, quando indica una valutazione commerciale o un prezzo quantificato con precisione

Lis quinquaginta talentis aestimata es= La pena fu stimata a cinquecento talenti

Il genitivo di colpa

il genitivo di colpa è retto dai verbi che significano" accusare, incolpare, condannare, assolvere...

accuso, -as,-avi, - atum,- are, "accusare" //insimulo,- -as, -avi,- atum,-are. Accusare, incolpare// ago, -is,- egi, actum, ere, nel senso di "intentare una causa"// arguo, -is, - argui,- argutum,- ere "accusare di"// damno, -as, -avi,- atum,- are, "condannare" condemno, --as, -avi,- atum,- are, "condannare" // absolvo, -is, -solvi,- solutum,- ere,- "assolvere"

I genitivi di colpa più usati sono:

ambitus "di brogli elettorali" //capitis, "di un delitto capitale" //furti " di furto //maiestatis "di lesa maiestà// peculatus "di peculato"// perduellionis" di alto tradimento" // proditionis "di tradimento"// repentudarum "di concussione"

Militades accusatus est proditionis (Neponte= Miliziade fu accusato di tradimento)

Si quis quem furti arguat (Cicerone)= Qualora qualcuno accusi un altro di furto

Il genitivo di pena

con i verbi che significano "condannare" (come damno e condemno) o "assolvere" (come absolvo e libero) il complemento di pena può essere indicato

In genitivo, se si tratta di una condanna indeterminata

dupli, "al doppio"// tanti, "a tanto"// pluris, "a più"//tripli" al triplo"// quanti,"a quanto"// minoris,"a meno"

Furti concepti tripli poena est (Gellio)= Per il furto scoperto la pena è il triplo

Per la III persona singolare e plurale si usano, invece, illius, eius, illorum, illarum, eorum, earum, mentre sum compare solo quando l'espressione che esprime pertinenza si trova in una frase infinitiva e la persona coincide con il soggetto della reggente stessa: illorum est " spetta a loro...", ma consules dicunt suum esse...", i consoli dicono che è loro

illlorum est " spetta a loro...", ma consules dicunt suum esse...", i consoli dicono che è loro

con il genitivo capitis (ma anche con l'ablativo capite) per indicare la pena di morte

Multi capitis damnata convenerant (Cesare)= Erano arrivati molti condannati a morte

Con l'ablativo (exilio, "all'esilio"); vinculis, "al carcere"

Vitia hominum damnis ignominiis, vinculis, verberibus, exiliis morte, multantur. (Cicerone) = Le colpe degli uomini vengono punite con pene pecuniare, note d'infamia, carcere e fustigazione, esilio, morte

Il genitivo di pertinenza

il genitivo di pertinenza o di convenienza è sempre usato in dipendenza della III persona singolare di sum, per indicare che si addice a compiere qualcosa o a chi spetta il compito di svolgere una determinata azione. Si traduce in italiano con espressioni come: "è dovere di...", " é compito di...," ecc

Magistri est docere = E' proprio dellmaestro insegnare

Quando la persona a cui spetta compiere l'azione è rappresentata da un pronome personale di I o di II persona singolare o plurale, al posto del genitivo si usano gli aggettivi possessivi neutri meus, tuum, nostrum e vestrum,

Tum est consulere vitae tuae = Spetta a te provvedere alla tua vita

Il genitivo di pertinenza anzichè dipendere direttamente dalla voce verbo sum, è preceduto da un sostantivo o da un aggettivo che esprime il cocetto di dovere o pertinenza

consulis est officium (anzichè consulis est= è dovere del console

proprium est virtuti= è proprio della virtùs

LA COSTRUZIONE DI INTEREST E REFERT

interest

composto di sum

interest, interfuit, interesseo

refert

composto di fero

refert,retulit, referre

I VERBI DI MEMORIA

I verbi moneo, admoneo, commoneo, commonefacio ("richiamare alla memoria", far ricordare) si costruiscono con l'accusativo della persona a cui si ricorda qualcosa e con de l'ablativo oppure il genitivo della cosa. Tuttavia, se la cosa che si richiama alla memoria è rappresentata da un pronome o da un aggettivo sostantivato neutro, si trova sempre l'accusativo

Nun venio ad illum versiculum, in quo me admones de sorere (Cicerone)= Ora vengo a quel versetto nel quale mi ricordi di mia sorella.

Non te ea lex commonet triumviros illos XXXV tribuum suffraggio creatos esse?(Cicerone) = Quella òlegge non ti ricorda che quei triumviri sono stati nominati con il voto di trentacinque tribù?

é il caso del complemento di specificazione, partitivo e di qualità

COMPLEMENTO DI SPECIFICAZIONE

GENITIVO DICHIARATIVO

Flos rosae,, "il fiore della rosa"

GENITIVO OGGETTIVO

Amor filiorum, "l'amore per i figli"

(che si ha per figli)

GENITIVO SOGGETTIVO

Amor filorum, "l'amor dei figli"

(cioè l'amore che i figli hanno)

GENITIVO POSSESSIVO

Domus Ciceronis, "la casa di Cicerone"

COMPLEMENTO PARTITIVO

Magna pars oratorum, "una gran parte degli oratori"

Si può tradurre anche con:

e, ex e l'ablativo

inter e l'accusativo

COMPLEMENTO DI QUALITA'

Vir acris ingenii, "un uomo dal carattere aspro"

Si può tradurre anche con

ablativo

Si costruiscono con il genitivo

Aventini Saceique montis eos admonebat (Livio)= Ricorda loro dell'Aventino e del monte Sacro

in particolare i verbi miniscor, "ricordarsi" e obliviscor, "dimenticarsi", si costruiscono:

prevalentemente con l'accusativo, ma talvolta anche con il genitivo della cosa che si ricorda o si dimentica;

si troverà sempre l'accusativo, però, quando la cosa è rappresentata da un pronome o da un aggettivo sostantivato di genere neutro

Oblitus sum liberalitatis meae. (Cicerone)= Mi sono dimenticato della mia liberalità.

Animal praeteritorum reminiscitur (Seneca)= L'animale si ricorda delle cose passate.

Si id memineritis, quod oblivisci non potestis. (Cicerone)= Se vi ricordate di ciò che non potete dimenticare

con il genitivo della persona che si ricorda o si dimentica (ma con memini si incontra frequentamente anche l'accusativo)

Non sui nostrique vel pristinae virtutis oblitus est (Apuleo)= Non si è dimenticato di sè, di noi o della sua antica virtù.

Utinam avum tuum meminisses! (Cicerone)= Oh se ti ricordassi tuo nonno!

Diversa costruzione presenta, invece, il verbo recorder ("ricordare"), che regge de e l'ablativo della persona e l'accusativo della cosa (raramente il genitivo)

Di te recordor (Cicerone)= Mi ricordo di te.

Recorder tua consilia (Cicerone)= Mi ricordo i tuoi consigli

Con l'espressione alicui venit in mentem ("a qualcuno viene in mente"), la cosa può essere indicata in genitivo (nel qual caso, l'espressione risulta impersonale), oppure in nominativo, come in italiano. il nominativo è sempre richiesto quando la cosa è rappresentata da un pronome o da un aggettivo sostantivato neutro

Dolabellae venit in mentem (Cicerone= (Mi) viene in mente Dolabella

Non venit in mentem pugna apud Regillum lacum? (Livio= Non viene in mente la battaglia presso il lago Regillo?)

Si tibi quid venit in mentem, scribe, quaeso.(Cicerone) Se ti viene in mente qualcosa, scrivi, ti prego

generalmente questi verbi richiedono il genitivo della persona a cui importa

consulis intererat= al console importava

vi sono tuttavia alcune situazioni particolari

Quando alla cosa che importa, essa non è mai indicata dal nominativo di un sostantivo (dal momento che interest e refert sono impersonali), ma

Da un pronome neutro

Id mea interest= Questo mi importa

da un infinito o da una frase infinita

Nostra interest scire ea, quae eventura sint (Cicerone)= A noi interessa conoscere le cose che accadranno

Quid Milonis intererat interfici Clodium? Che cosa importava a Milone che Clodio fosse ucciso?

da una frase completiva con ut/ne e il congiuntivo

Mea magni interest te ut videam (Cicerone)= A me importa molto vederti

da una frase interrogativa indiretta

Quid autem illius interest ubi sis?(Cicerone)= Che cosa importa dove sei?

Il fine per cui una cosa importa si esprime con ad e l'accusativo

se si tratta, invece di un pronome di III persona singolare o plurale, si usano i genitivi eius (illius), eorum, earum (illorum, illarum) interest " a lui, a loro importa" a meno che interest o refert si trovino in una frase infinitiva o interrogativa indiretta e la persona a cui importa coincide con il soggetto della frase reggente; in questo caso , infatti si usa sua

Quid illius interest? = Che cosa importa a lui?

Consul quaesivit quid sua interesset= Il console chiese perchè dovesse importargli

quando la persona è rappresentata da un pronome di I e II persona singolare o plurale si usano le forme mea,tua, nostra, vestra, interest, "a me, a te, a noi, a voi importa"

Quid vestra interest ? Che cosa vi importa?

Per indicare quanto una cosa importa si usano i neutri avverbiali (multtm,parum, plurimum, minimum..., ) , altri avverbi (magnopere, magis, maxime, minime ecc) o anche gli aggettivi di stima (magni, parvi, permagni, tanti, quanti)

Multum interest te venire (Cicerone)= Importa molto che tu venga

Etus plurimum intererat esse in optimo statu civitatem (Cicerone)= A lui importava moltissimo che la città fosse in ottimo stato

Magni interest mea una nos esse (Cicerone)= A me importa molto che siamo insieme

Ad honorem nostrum interest quam primum ad urbem me venire (Cicerone)= Per il nostro onore importa che io giunga al più presto in città