Le abitazioni dei Romani si suddividevano principalmente in tre tipologie: la villa rustica, la domus e le insulae. La villa rustica era una casa agricola che comprendeva una zona residenziale per il proprietario e ampie aree destinate alle attività agricole, dove vivevano e lavoravano servi e manovali.
Con il tempo la villa assume connotati autonomi dalla azienda agricola e diventa una ricca residenza urbana o extraurbana per la villeggiatura del dominus. Le ville potevano essere corredate oltre che da tutti gli ambienti tipici della domus, anche di biblioteca, piscina scoperta, terme, giardini e parchi, ecc.